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Annamaria

Ho appena visto che, da studente del pacchetto 5LB DEX, ho guadagnato l’accesso al nuovo corso sul cuore, uau, che regalo!
Devo inoltre dire che anche quei corsi che io ho fatto dal vivo sono molto fruibili in questa forma ripulita da tutte le chiacchiere troppo dispersive, e con accompagnamento delle slide su cui viene evidenziato passo per passo l’argomento trattato.
Inoltre il 5LB Magazine Plus è diventato per me un appuntamento quasi quotidiano, anche se vado di fretta una sbirciatina gliela do sempre.
Grazie ragazzi, state facendo davvero un enorme e utilissimo lavoro.
Vi abbraccio!

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Sara

Il lavoro che fate Eleonora e Mauro è impagabile.
Diffondere la conoscenza delle 5 Leggi come fate voi, con chiarezza, onestà, rigore e passione, lo è altrettanto.
Il mio papà ha cambiato dimensione poco tempo fa.
La conoscenza delle Leggi della Vita, al di là del dispiacere, mi ha aiutato e mi aiuta ancora molto.
Buon lavoro di cuore.

 

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Anonimo

L’utilità [del vostro lavoro] è diretta conseguenza della chiarezza e della facilità di utilizzo dell’applicazione.
L’aiuto per un corretto approccio al manifestarsi di sintomi è indiscutibile e indispensabile per chi non vuole finire nel loop malattia – farmaco – malattia…

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Silvia

Nei vostri suggerimenti trovo molto utile sia il linguaggio con cui spiegate alcuni concetti non per tutti….sia gli argomenti trattati…la metamedicina e la medicina di Hamer credo debbano essere divulgate anche tramite summit e incontri divulgativi in cui io nel Lazio non ho ancora avuto modo di partecipare!…non sono un medico ma sto affrontando molto da vicino le leggi biologiche ma mi piacerebbe partecipare a qualche workshop o semplicemente ad evento conoscitivo. Grazie

 

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Anonimo

Ho imparato molto, ho capito alcune cose che ancora erano poco chiare e mi hanno aiutato a capire il conflitto che magari avevo in un momento particolare.

 

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Luigina

Leggo tutti gli articoli di 5LB Magazine con grande piacere perché oltre ad un punto di vista completamente nuovo rispetto ad approcci tradizionali, mi danno serenità ed eliminano la paura nei confronti delle “malattie”.

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Clelia

Grazie infinite alla dott. Eleonora Meloni e a Mauro Sartorio per la loro professionalità e l’amore con cui esprimono e trasferiscono le informazioni relative alle 5LB, molto profonde.
Li ho conosciuti ad un corso e mi sono piaciuti moltissimo.

La consulenza con la dott Meloni è stata molto interessante in quanto ho preso coscienza della realtà che vivo..fuori dal tempo presente. Con una semplice frase … ho compreso che se mi penso bambina e guido un auto ..ho una grande ansia se penso che sono una donna adulta l’ansia non c’è perché il tutto è proporzionale.. sembra banale ma non lo è..nel momento che penso questo tutto si alleggerisce.
Penso sia importante imparare a parlare con il nostro corpo e la nostra interiorità…e permettersi di ascoltare la risposta che ci arriva…

Un grande abbraccio a presto

 

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Patrizia

Ciao sono Patrizia, ho 35 anni e ho una diagnosi di distrofia muscolare facio scapolo omerale da quando ne avevo 15.
La medicina “classica” descrive questa malattia come ereditaria e degenerativa e avendo avuto la diagnosi molto giovane, sono cresciuta con quello che possiamo chiamare “lo stigma” di avere un problema “irrisolvibile” che sarebbe peggiorato nel tempo e per cui non potevo fare “nulla”.
In tutto ciò, uno dei più grandi vantaggi a non arrendermi a cercare cure e spiegazioni “alternative” credo sia stata la completa mancanza di risposte riguardo alle cause e alle possibili cure e terapie da parte della medicina ufficiale.
Si sa pochissimo di queste forme di atrofia muscolare e i neurologi mi hanno sempre detto, in sintesi, che l’unica cosa che potevo fare era fisioterapia e una leggera attività fisica (sforzare troppo il muscolo rischierebbe di velocizzarne la degenerazione).

Inoltre ho osservato su me stessa che l’implacabile “degenerazione” ipotizzata, non era poi così implacabile e quindi riuscivo (e riesco) in molti movimenti e sforzi muscolari che per il decorso di questa malattia non sarebbero possibili.
Ciò mi ha portata a cercare “altre risposte” sia a livello pratico che interpretativo: ho sperimentato così la pranoterapia, una forma di kinesiologia integrata con la psicanalisi, l’osteopatia e la naturopatia combinandole, ad intermittenza, con attività fisica di diversi tipi fino ad approdare alla conoscenza delle 5 leggi biologiche del dr. Hamer.
E’ un percorso in itinere (che a differenza di quelli già sperimentati trovo più facilmente applicabile nella quotidianità, al di fuori del contesto di “cura”) ma ci tengo a lasciare una testimonianza perchè vedo molte persone intorno a me con diagnosi di malattie degenerative e incurabili, che come ho fatto spesso anch’io in passato, tendono rassegnarsi alle definizioni classiche alimentando così un circuito interpretativo che rischia di ricadere nella famosa “profezia di Merton” per cui nulla cambia perchè ci si auto convince che nulla può cambiare e il corpo conferma, di conseguenza, questa credenza.

Nel mio caso, il sapere di non potere utilizzare alcune parti del corpo, perchè atrofizzate, mi ha portata a “smettere di sentirle”, cioè a utilizzarle sempre meno fino a smettere di percepirle (tra l’altro parlando di muscoli, meno li usi e più si indeboliscono e assottigliano, e questo vale per chiunque); ad esempio, quando mi è stato detto dal neurologo che avevo i “tibiali anteriori atrofizzati” li ho eliminati dalla percezione della muscolatura delle gambe (pur avendo sensibilità in queste parti del corpo, come nelle altre) e quindi ho smesso di usare consapevolmente questi muscoli per anni, convincendomi tra l’altro, che inciampavo e cadevo frequentemente perchè quelle parti del mio corpo erano assenti e non mi sostenevano.
Ora, grazie alla spiegazione data delle atrofie dalle 5 leggi biologiche integrata con una rieducazione all’attenzione sul corpo con Mauro e il metodo Grinberg, sto imparando a dare un senso alle cause di queste paresi che sento molto più affine, perchè coincide con la mia storia personale, e a rimettere attenzione su quelle zone del corpo che ho smesso di percepire, cercando di tornare ad usarle pian piano, ogni giorno, senza grandi sforzi ma con una consapevolezza fisica e quindi un’attitudine al movimento differente: senza dare per scontato che “non funzionino più” metto attenzione su quelle zone del corpo parzialmente sconnesse e provo a fare quei movimenti che nel tempo ho smesso di fare perchè convinta di non riuscirci, di non potere.

Secondo l’interpretazione hameriana l’impedimento nei movimenti può essere dato dal vissuto biografico di “non riuscire a…” o “non essere adeguato a…” e ho vissuto effettivamente situazioni, da bambina, di enormi impedimenti nel movimento in questo senso, che ritrovo proprio in quelle parti del corpo parzialmente paralizzate (il non riuscire ad abbracciare corrisponde al movimento di braccia, spalle e scapole che sono state le zone principalmente colpite dalla mia “malattia”).
Pensare che ogni risposta del corpo abbia un senso a livello biologico, e che quindi, anche la malattia sia l’espressione di una ricerca di adattamento, per la sopravvivenza, al mondo esterno (piuttosto che l’inceppamento di un meccanismo che mira all’autodistruzione) oltre a trovarlo un paradigma decisamente più in sintonia con la spinta vitale che ho sempre sentito anche nei momenti più difficili, mi sta aiutando nella pratica a responsabilizzarmi riguardo a quello che posso fare, in prima persona, per la mia salute e a reagire in modo diverso al dolore e ai cali energetici, che Hamer spiega come tentativi di soluzione e fasi di ripristino: cerco di dare al corpo il tempo di cui ha bisogno per riposarsi e ripristinare i tessuti, senza forzarlo a rialzarsi immediatamente e senza spaventarmi pensando ad un avanzamento della malattia.

 

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