La “proprietà” più sorprendente (ed artificialmente inimitabile) degli esseri viventi è la loro capacità di rispondere ai significati e non solo di reagire a stimoli che trasportano energia e/o materia, come invece può fare qualsiasi oggetto inanimato.
“Rispondere” è un qualcosa legato alla facoltà di un sistema di “sentire”, di “esser affetto” da ciò che un dato stimolo implica (significa, appunto) per la condizione del sistema stesso.
Se si evita di cadere in dualismi metafisico-cartesiani - in cui il vivente è concepito artefattamente come una giunzione inspiegata di un corpo-involucro animato da un’anima (o entelechia) infusa da un altrove - in un atteggiamento asciuttamente fisico e veramente olistico, alcune domande cruciali da farsi potrebbero essere:
1) qual è la differenza, fisicamente parlando, tra rispondere e reagire?
2) A che punto e come accade che dei “sistemi materiali” (come quelli viventi) divengano capaci di rispondere e non solo di reagire?
3) Quali sono le condizioni necessarie e sufficienti perché la materia possa prodursi in “fase vivente”?
È chiaro che, per far ciò, bisogna evolvere radicalmente gli strumenti concettuali con cui si approcciano tanto l’indagine empirica, quanto la descrizione.
Allora in questo primo corso comprenderai alcune questioni di premessa all’agire scientifico – specialmente quando rivolto al regno vivente (biologia, medicina, neuroscienze) – e imparerai cosa sia la fase vivente della materia, come possa darsi e perché le 5 Leggi Biologiche siano l'unico modello di salute possibile in questa prospettiva.